Alla scoperta della Croazia meno turistica

Da Spalato verso sud, attraverso le isole di Hvar, Korcula e Mljet, fino ad arrivare a Dubvronik: come fuggire la movida e ritrovare la Croazia più autentica per la nostra vacanza in barca

Dove è possibile trovare, a pochi chilometri dall’Italia, coste ancora selvagge e in parte non contaminate dal turismo di massa, per trascorrere qualche settimana in crociera, magari con una barca a noleggio?

Le proposte potrebbero essere diverse, ma nessuna può prescindere dal prendere in considerazione anche la Croazia.

Da sempre meta per le vacanze degli italiani, la Croazia ancora oggi in alcune sue zone offre un turismo sostenibile e a poco prezzo, con un affollamento ancora ragionevole. Se il nord della Croazia è certamente la parte più conosciuta, ma anche in parte inflazionata, il sud può nascondere sorprese paesaggistiche, ma anche culturali e monumentali, non da poco.

Quando parliamo di sud intendiamo quella porzione di costa che idealmente va da Spalato fino al confine sud, anche oltre Dubrovnik (Ragusa in italiano). Due sono le regioni che interessano questa parte del paese: quella Spalatino-Dalmata più a nord e la Raguseo-Narentana a sud.

Isole, Porti e Città

Il porto principale da cui può partire il nostro itinerario è senza dubbio Spalato. Può essere una buona base per la scelta del nostro noleggio barca, ma è anche un centro abbastanza grande dove possiamo trovare eventuali professionisti per manutenzione e pezzi di ricambio se ne avessimo bisogno.

Il porto è ben riparato dalle traversie meteo, può rappresentare un ormeggio sicuro in caso di brutto tempo o forte Bora. Spalato è il capoluogo di regione e con i suoi oltre 170 mila abitanti sarà uno dei centri più popolati che incontreremo sulla nostra rotta. La sua storia è quella di una colonia greca, ma anche di un territorio dell’Impero Romano e poi bizantino, nonché città conquistata dai veneziani durante il 1400. Come tutte le città di mare che hanno visto passare molti popoli sotto le proprie mura, Spalato porta ancora chiari i segni delle culture eterogenee che si sono succedute al suo governo. Due i monumenti da non perdere in città, il Palazzo di Diocleziano e la Cattedrale di San Doimo.

Tante le spiagge carine da potere visitare in barca, anche se va tenuto presente che essendoci la città a ridosso, nel pieno della stagione estiva, magari nel mese d’agosto, è fisiologico trovarle affollate così come gli ancoraggi. Le spiagge di Kasjuni, Kastelet, o la più rocciosa Znjan meritano una visita. Ideali a inizio o fine estate se cerchiamo un po’ di tranquillità, o in piena stagione per un pubblico giovane in cerca di divertimento. In generale la movida e i locali a Spalato non mancano, ma se cerchiamo qualcosa di diverso allora ci conviene togliere la nostra ancora e salpare.

Hvar

Ci dirigeremo verso l’isola di Hvar per la nostra seconda tappa, che dista poche miglia da Spalato e qualche ora di navigazione. Qui il nostro porto sarà quello di Stari Grad, un piccolo approdo nel cuore della cittadina. Piccolo solo in apparenza, perché come vedrete è una sorta di canale che si addentra nel centro storico, con ormeggi abbastanza numerosi anche se non sarà semplicissimo trovare posto in alta stagione.

Se cercate un posto tranquillo dove gustare del cibo in qualche locanda non troppo turistica, Stari Grad è certamente il posto giusto: poca movida, ma un ambiente più raccolto e rilassato per un piccolo centro che in inverno non supera i 3 mila abitanti. Le vie del suo centro storico ricordano molto i vicoli di alcune città porto italiane, sicuramente una scelta da prendere in considerazione se vogliamo passare qualche giorno di quiete.

In alternativa, sempre sulla stessa isola, ci sposteremo nel capoluogo, quello che dà il nome all’isola stessa, ovvero la città di Hvar che è situata quasi all’estremo nordovest. Molto mondana e alla moda, Hvar è perfetta per i giovani e per chi cerca locali e divertimento fino all’alba. Attenzione però che la capienza del piccolo porticciolo è veramente ridotta.

Su tutta l’isola di Hvar non mancano certo le spiagge e gli approdi interessanti. Gli arenili qui avranno l’aspetto delle pocket beach, ovvero piccole spiagge incastonate tra due lingue di roccia, ma con sabbia chiarissima e acque cristalline, per un paesaggio che a molti farà sentire vagamente il profumo delle isole greche.

Korcula

A poche ore di navigazione da Hvar troveremo l’isola di Korcula, un vero gioiello di questa parte di Croazia, di cui merita una visita l’omonimo capoluogo. Qui il cambio di paesaggio iniziato già a Hvar prosegue: incontreremo molte spiagge rocciose o di ciottoli, ma saranno anche molte le scogliere lungo il perimetro di Korcula che ci chiederanno di buttare l’ancora nelle loro acque per tuffarci in un azzurro intenso da lasciare a bocca aperta.

L’isola fu teatro di uno scontro tutto italiano, tra genovesi e veneziani, sul finire del 1200, e le leggende identificano addirittura Marco Polo tra i protagonisti di questa battaglia che lo vide preso prigioniero dai genovesi. Ancora oggi resta alta la presenza di italiani o di persone di origine italiana.

Mljet

Prima di ritornare sulla terraferma, non possiamo non navigare verso l’isola di Mljet. Questa volta il trasferimento sarà leggermente più lungo, dipende da quale punto di Korcula salpiamo per raggiungere Mljet potrebbero essere necessarie anche oltre 20 miglia di navigazione, ma la zona offre, durante le ore calde delle giornate estive, robuste brezze termiche che ci consentiranno una veloce navigazione a vela. La vera particolarità di quest’isola è la fittissima vegetazione boschiva che la ricopre, nella zona nord è infatti situato un parco naturale.

Mljet è una vera isola selvaggia, la sua costa ovest è fatta da scogliere scoscese e spazzate dal vento in inverno, difficile trovare delle spiagge se non nell’estremo sud. Qui è difficile trovare degli approdi, sicuramente però uno di questi può essere il piccolo porticciolo di Polace, a nord, situato nella zona del parco naturale. Il motivo per fermarsi a Mljet è molto semplice: se ci siamo recati in Croazia per scoprire ancora qualcosa di incontaminato e “wild” è qui che possiamo trovarlo. Tra acque di un azzurro intenso da mozzare il fiato e boschi verdi, la natura qui occupa ancora il suo posto e fa di tutto per ricordarlo. Ma se troviamo la nostra dimensione, e se il meteo ci offre una finestra sicura, a Mljet potremo perdere il senso del tempo.

Dubrovnik

Dubrovnik, all’estremo sud, sarà idealmente la metà finale di questo itinerario, anche se tutta questa zona di costa può offrire spunti diversi e vale la pena di essere visitata con la dovuta calma e anche oltre alle suggestioni che leggerete in quest’articolo.

Viene chiamata la Perla dell’Adriatico, è infatti Patrimonio dell’Unesco, e la sua origine risale al VII secolo. Dubvronik è una città dove non possiamo non fermarci se la nostra crociera con la barca a noleggio ci porta da queste parti. La troveremo affollata, è inevitabile, ma andare via dalla Croazia senza averla vista sarebbe riduttivo. Lo stile bizantino qui la fa da padrone nei monumenti religiosi, come per esempio la Cattedrale dell’Assunzione; ma questa è solo una delle bellezze architettoniche religiose che si possono ammirare a Dubvronik. Oltre che per la sua storia questa città affascina per la sua conformazione: le mura che sembrano abbracciare il vecchio porto e ci lasciano immaginare quanto fosse importante molti secoli addietro difendere l’approdo dai conquistatori stranieri, tra cui figuravamo noi italiani.

Cosa mangiare

La caratteristica della cucina croata è quella di essere semplice e di mischiare le tradizioni contadine con quelle del mare. Dati i tanti popoli che si sono succeduti lungo queste terre, anche la cucina riflette la storia delle tante conquiste e il cibo non è troppo diverso da alcune zone del nostro sud Italia. I Lignje, calamari panati e fritti, vi faranno sentire a casa, mentre il Brodet, una zuppa di pesce con la polenta, riassumerà in un unico piatto la tradizione contadina e quella del mare di questi popoli.

Il Paski sir invece è un formaggio di pecora simile in tutto e per tutto ai pecorini del sud Italia. Quando parliamo di cibo in Croazia vale la regola che è difficile mangiare male e spendere tanto. A patto di essere oculati nelle scelte ed evitare magari le mete super affollate dove l’imprenditoria locale ormai da qualche anno si è adeguata al livello dei turisti, alzando gradualmente i prezzi e aprendosi a menù prettamente “pop”. Ma le sorprese, positive, se si cerca bene, non mancheranno.


Leggi anche il nostro articolo “COME PREPARARE LA VALIGIA PER UNA VACANZA IN BARCA… CON LISTA!“. Non farti trovare impreparato!!

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