GPS o non GPS?

Questa invenzione contemporanea e tecnologicamente avanzata ha cambiato totalmente la vita dei navigatori. Il GPS è un aiuto prezioso, in caso di visibilità ridotta o quando ci si ritrova a navigare in mari sconosciuti: ti toglie qualsiasi dubbio in merito alla posizione e ti da, in linea di massima, un punto nave certo.

La tecnologia è un ottimo alleato però in alcuni casi può diventare quasi un nemico; abituarsi solo a consultare il GPS e dimenticarsi di usare le carte nautiche, facendo il punto nave “all’antica”, con regolo e la bussola da rilevamento, quando possibile, è un modo per tenersi allenati e per non perdere di vista il lato marino e avventuroso del navigare. Bisogna evitare di perdere il piacere di osservare e di apprezzare la navigazione, perché dal mare non si finisce di imparare. GPS sì, ma senza esagerare. Può essere quasi stimolante in certi tratti di navigazione tirare fuori una carta e studiarne la legenda, le specifiche e confrontare il tutto dando un occhio alla costa, che scorre lenta al nostro fianco. Riconoscere i punti cospicui e perché no magari far di calcolo per vedere in quanto tempo riusciamo arrivare in porto considerata la velocità della barca e l’eventuale corrente contraria.

Vi meraviglierete come alla fine anche questa pratica possa risultare intrigante quasi divertente nonché utile e fondamentale soprattutto se si è deciso di optare per una navigazione “vintage” all’oscuro da qualsiasi satellite che traccia la rotta per noi. Non si tratta solo di scegliere una via più analogica, ma anche considerare che il GPS, come tutti gli oggetti tecnologici, può rompersi, scaricarsi, o possono sorgere dei problemi elettrici che non ne permettono l’utilizzo, e in quel caso che fare?… Meglio allora non perdere l’allenamento!

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