Ormeggiare in rada

in rada

COME ANCORARE IN RADA

E’ da un po’ che sogni la tua vacanza in barca, ormeggiare in rada, cullato dal mare ascoltando il suono delle onde e il canto delle cicale…

Vedi già la tua ancora che si posa dolcemente sul fondo della baia, la prua che si gira al vento, l’ultimo tuffo e un buon bicchiere di vino per goderti il tramonto, seduto comodamente sulla coperta della tua barca..

Lasciare tutto a terra e rilassarsi ancorato in rada, lontano dal caos cittadino è uno dei tanti privilegi di noleggiare una barca per le vacanze!

Ricordo anche però le prime volte… ancorare in autonomia può generare qualche preoccupazione.

Quindi, hai qualche dubbio sul come gettare l’ancora per dormire sonni tranquilli?

Prima di tutto non ti preoccupare! Fare un ormeggio perfetto non è complicato, basta seguire il buon senso e qualche semplice regola che ti spiegherò in questo articolo!

GUIDA PER PRINCIPIANTI PER UN ANCORAGGIO PERFETTO!

Prima di iniziare

Per ancorare in rada perfettamente, l’ideale sarebbe essere in due persone, uno al timone ed un altro membro dell’equipaggio a prua con la pulsantiera per calare o salpare, a controllare la discesa dell’ancora.

Molte barche sono però dotate di comandi remoti per il verricello dell’ancora.

Con questo sistema, anche se ti consiglio in ogni caso di effettuare questa manovra con un altro membro dell’equipaggio, potrai essere in grado di ancorare in rada in solitaria.

1 – Trova il punto migliore dove ormeggiare

Controlla sulle applicazioni meteo la direzione del vento e cerca una baia protetta.

Prima di entrare consulta il portolano per individuare lo spot migliore e verifica sempre la profondità sul plotter, dai un occhio all’ecoscandaglio e posiziona sempre una persona a prua, non solo per coadiuvare la manovra di ormeggio, ma anche per cercare il punto dove l’acqua è più chiara (come ho scritto sull’articolo “Cosa portare nella Valigia per una Vacanza in Barca”, un paio di occhiali polarizzati faranno la differenza).

Il colore più tenue dell’acqua è indice di minore vegetazione, posidonia ed ancora non vanno d’accordo, quindi in quel punto saprai che la tenuta sarà migliore.

2- Attenzione alle altre barche

Se entrerai in una rada dove sono presenti altre barche, dovrai fare attenzione al punto in cui andrai ad ancorare. Dovrai infatti evitare di compromettere l’ormeggio di un’altra imbarcazione gettando l’ancora su quella altrui o, girando alla ruota, colpendo un altro scafo.

Questo è uno dei pochi casi nel quale un po’ di vento in più può aiutarci a comprendere meglio la situazione, in quanto le catene di tutte le barche saranno stese. Ti basterà così avvicinarti alla poppa di un’altra barca e gettare l’ancora qualche metro dietro di lei. Se invece non ci fosse vento e il fondo non fosse visibile, non vergognarti a chiedere alle altre imbarcazioni dove è posizionata la loro ancora e quanti metri di catena hanno dato.

In linea di massima dovrai tenere conto che le barche all’ancora girano e di non ancorare mai sopravento vicino ad un’altra imbarcazione.

3 – Un po’ di matematica

Quanti metri di catena calare? Per calcolare il cosiddetto calumo esiste una semplice regola che i marinai di tutto il mondo usano da sempre, ovvero “Tre volte il fondo minimo. Cinque volte il fondo massimo”. Chiaramente questa regola varia in base al tipo di ancora che troverai a bordo e al tipo di calumo, ma diciamo che per iniziare è un’ottima base di partenza! Quindi se ancorerai su un fondo di 5m il minimo del calumo sarà 15m e il massimo 25m. Per contare quanti metri di catena stai calando, ogni barca è dotata del proprio sistema; potrebbe essere presente un contacatena con display o più facilmente la catena sarà segnata con diversi colori in base alla lunghezza. Ricordati di chiedere al momento del check in della tua vacanza in barca.

Qualora il vento fosse sostenuto e il mare mosso, dai pure qualche metro di catena in più, tenendo conto delle eventuali altre barche che saranno ancorate attorno a te.

Un’altra buona norma è di non dare ancora su fondali troppo alti. Se la tua ancora dovesse rimanere incagliata, sarebbe complicato andare a disincagliarla.

Accertati di avere a bordo almeno maschera e pinne, di modo da poterti immergere qualora la tua ancora dovesse rimanere tra le rocce sul fondo.

Una tecnica per evitare questo problema è fissare all’ancora il grippiale, se presente a bordo. Questo sconosciuto altro non è che un gavitello di segnalazione legato all’ancora tramite una cimetta. Questo accorgimento permetterà sempre sia a te sia alle altre imbarcazioni di conoscere la posizione della tua ancora e, in caso di incaglio, potrai usare la boa per muovere l’ancora nel senso opposto e facilitare il disincagliamento. Molti diportisti non amano questa pratica, in quanto, specialmente di notte e in baie affollate, la cimetta potrebbe essere presa dall’elica di un’altra imbarcazione e ricorda anche che se sei alle prime armi potrebbe complicarti le procedure di ancoraggio e disancoraggio, quindi ti consiglio di seguire la buona norma di ancorare su fondali a portata di maschera e pinne.

4- La manovra di ancoraggio

Individuato il luogo ottimale per gettare l’ancora disponi la barca con la prua al vento. Aspetta che la barca termini l’abbrivo e sia ferma, dopodiché cala l’ancora rapidamente fino a toccare il fondale.

La barca procederà a marcia indietro  in modo naturale per via della forza del vento, ma potresti dover coadiuvare con il motore.

Comincia ad arretrare dando il tempo all’ancora di penetrare. Non gettare catena troppo in fretta, in questo modo eviterai il classico montone di catena sull’ancora, ma segui la velocità della barca per dare modo alla catena di stendersi e al calumo di appoggiarsi sul fondale.

Una volta data la giusta quantità di catena dai una bella accelerata a marcia indietro per  far penetrare l’ancora.

5- Testa il tuo ancoraggio

A questo punto dovrai testare la presa della tua ancora.

Se sei l’addetto alla catena posizionati rivolto verso prua, stendi le braccia verso i lati della barca e prendi due punti di riferimento (può essere una roccia, una casa, un albero riconoscibile, qualsiasi oggetto fermo di grandi dimensioni).

La persona al timone darà una accelerata a marcia indietro, la catena si stenderà e quindi la barca retrocederà rispetto ai tuoi punti di riferimento, ma, se l’ancora ha una buona presa sul fondale, una volta riportata in folle la barca dovrebbe tornare allineata ai punti presi.

Perfetto! Il posto è meraviglioso l’ancora ha agguantato il fondo ed il calumo è stato calcolato alla perfezione. Non è poi così difficile! E’ venuta l’ora di spegnere il motore e goderti la tua vacanza in barca! Non scordarti di accendere la luce di fonda durante la notte!

6- Una dritta in più

In mare la regola principale è prevenire gli eventi. Potrebbe capitare che il vento aumenti e che qualche barca decida di ormeggiarsi dove sei tu. Magari non saranno molto estetici devo ammetterlo, ma specialmente se ti trovi in rada in una baia affollata, usa i parabordi per riparati da un eventuale contatto con un’altra barca. Non è nulla di pericoloso, ma la tranquillità tua e del tuo equipaggio è essenziale per passare una perfetta vacanza in barca!

Concludendo

Ho cercato di concentrare in queste poche righe ciò che devi sapere per i tuoi primi ancoraggi, ma naturalmente in mare non si smette mai di imparare ed esistono libri interi dove potrai leggere diverse manovre e le tante condizioni nelle quali potresti trovarti.

Comincia con questa semplice tecnica che, come hai letto, non è nulla di complicato e per diventare sempre più esperto l’unica cosa da fare è ancorare, ancorare ed ancorare!

Non ti resta altro che partire, gettare l’ancora e goderti la tua vacanza in barca!

Buon vento!

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